Come tutte le attività, anche la danza ha ripreso il suo percorso post-lockdown. Un percorso difficile, fatto di sacrifici, ma importante per provare, quantomeno, a ritrovare quella normalità che sembra ormai perduta. Anche se l’ultimo DPCM non ha cambiato drasticamente le carte in tavola, il discorso sulle scuole di danza rimane ancora sul vago, retto dall’incertezza sul considerare le stesse al pari delle scuole o delle palestre.
“Il nuovo decreto non cambia tantissimo – spiega Marcello Vallassina del Centro Danza Francesca Selva – per quanto riguarda le compagnie viene confermata la necessità di avere un distanziamento tra i danzatori a meno di non fare tamponi e controlli sierologici”.
Il lockdown non ha certo lasciato incolumi i centri specializzati nell’insegnamento della danza, che hanno dovuto compiere dei sacrifici per riuscire ad andare avanti: “Abbiamo dovuto rinunciare allo spazio che avevamo, che aveva un costo importante, e abbiamo deciso così di ritornare sui nostri passi – spiega Vallassina – Questo periodo ha creato un ripensamento un po’ di tutto quello che riguarda anche la filosofia del centro danza di Francesca Selva. Francesca ha deciso di portare avanti esclusivamente il suo linguaggio e si dedicherà quindi esclusivamente a corsi di danza e di danza per adulti. Abbiamo preferito ridimensionarci preferendo seguire poche persone ma seguirle veramente”.
A contribuire alle difficoltà anche la mancata presenza al loro fianco, a detta degli stessi, delle amministrazioni locali. “La situazione è estremamente seria, noi siamo riusciti a resistere ma ci è mancato un po’ il sostegno da parte delle amministrazioni locali – continua Vallassina – sarebbe bastato semplicemente che venissimo chiamati intorno a un tavolo per capire quali potrebbero essere delle prospettive. Ci sono state promesse tante cose che non si sono realizzate, vedi degli eventi che potevano essere fatti in Fortezza o in altri luoghi, non abbiamo avuto segnali. Aspettano dei progetti da noi, che sono stati presentati, ma di questi poi non abbiamo più saputo nulla”.