La tanto chiacchierata “seconda ondata” sembra essere ormai arrivata. I numeri parlano chiaro: il numero di casi di Covid-19, anche in provincia di Siena, continua a crescere, anche se in numeri minori rispetto alla prima ondata e con molti più asintomatici o paucisintomatici. Il numero di casi in aumento è legato anche ad un numero sempre più in crescita di tamponi, anche se per quello che riguarda il territorio senese la ASL si era mossa in maniera importante già in primavera. “Noi avevamo fatto molti tamponi anche nel periodo pasquale. Attualmente sono ancora di più, e aumentano tutti i giorni – spiega Simona Dei, direttore sanitario dell’ASL Toscana Sud Est – Nell’ultima settimana in provincia di Siena sono stati fatti 5145 tamponi, e noi vediamo un’età media dei positivi che alla fine di Agosto era intorno ai 20 anni, mentre ora siamo intorno ai 40. Stanno salendo anche i ricoveri, stanotte per esempio nell’ospedale di Arezzo ne abbiamo avuti 4, e ci sono dei nuovi ricoverati anche a Siena, di cui uno intubato”.
La presenza del Covid non preclude ovviamente l’arrivo dell’influenza stagionale, che come in ogni autunno è pronta a bussare alle porte degli italiani. La domanda che tutti si pongono è: “Come distinguere i sintomi dell’influenza da quelli del Covid?“.”In questo momento né i virologi né gli infettivologi ci danno questa certezza – spiega Simona Dei – la scelta del tampone è legata non solo al fattore sintomatico e clinico ma anche a tutto ciò che gira intorno alla persona”.
La certezza per una maggiore sicurezza rimane il vaccino antinfluenzale, quello sì già disponibile come ogni anno in questo periodo, che ha già ricevuto un gran numero di richieste, tanto che la vaccinazione partirà con ben tre settimane di anticipo rispetto allo scorso anno.
“Le richieste di vaccino sono molte – spiega Dei – le dosi sono già state prenotate da medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e verranno distribuite nella prossima settimana. Se un organismo, che può essere già debilitato, viene impegnato a difendersi dall’influenza e poi incontra il Covid sicuramente risponde meno”.
Di certo l’emergenza sanitaria che stiamo affrontando ha toccato la sensibilità delle persone sul tema, tanto che la ASL ha già registrato un aumento delle richieste di vaccinazione antinfluenzale anche tra le fasce di persone con qualche problema di salute fino allo scorso anno restie a richiederlo. “Fino all’anno scorso la fascia degli ultra 65enni era coperta solo per metà, il nostro primo obiettivo è far salire questa percentuale” spiega il direttore generale della ASL Toscana Sud Est, che punta a coprire il maggior numero possibile di persone nelle categorie più sensibili, per proteggere sia loro come singoli che la comunità dai rischi dell’influenza e del potenziale contatto di questa con il Covid-19.